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- la Falena a Naymeria, Licai e Marceline

Su Vilegis, la maschera dorata faticosamente esibita da Fairia Tz'aarath si è rivelata solo parzialmente per ciò che è: una sorta di artefatto senziente, un'ambasciatrice di un'entità nota come Iride; prendendo possesso del corpo della guaritrice, essa si è fatta portatrice di un accordo da parte della sua Signora, accordo che una parte dei caotici ha accettato non senza riserve. Essi hanno cacciato per la Fauce dell' Iride sulla Gemma di Vilegis, ricavandone un Obolo attorno al quale le trattative tra il Caos e i funzionari della misteriosa entità sono rimaste per lungo tempo aperte.

Le potenzialità della Falena sembrano ruotare attorno alla Vista e alla Visione, in che misura, non è ancora dato saperlo con certezza. E' noto che abbia percepito l'incombente presenza di Sarthorael attorno alla giovane Licai su Vilegis e, da ciò che ha riferito Fairia, la vista del mondo viene filtrato dalla maschera attraverso fasci e flussi di colore nell'altrimenti più profonda oscurità. Ciò che è certo è che, per il tempo che la guaritrice l'ha -volente o nolente- indossata, la Maschera ha assistito, elaborato e trasmesso all'Iride ogni cosa che la donna ha visto e vissuto attraverso di essa.

Quest'ultima sembrava dipendere dalla Maschera più sulle Terre del Caos che su Vilegis, dove per scelta se ne è separata in un paio di particolari occasioni, determinata a sottrarre alla vista della Falena e dell'Iride determinati accadimenti della Chiamata.


In occasione della peculiare Chiamata presso Bosco Caligia, Fairia si è presentata priva della maschera, essendosi caparbiamente sottratta alla sua influenza prima di scivolare via dal proprio corpo e farsi matrice. Dopo una lunga conversazione con Alleyster Frejord alla presenza di altri cultisti caotici, la guaritrice ha accettato la proposta d'aiuto dello stregone approfittando dell'eccezionale assenza della Falena; attraverso un oscuro rituale eseguito sulla gemma e attingendo a parte del sacrilego potere del Respiro del Predatore, fauci ancestrali si sono chiuse attraverso Fairia sulle ali della Falena a mondi di distanza, strappando e bruciando gli occhi dell'Iride e materializzando la Maschera dorata silente e inanimata alla fine del rituale.

La Falena indossata da Fairia su Vilegis.

Questa è stata presa in custodia da Vol e conservata segretamente fino alla fine della Chiamata, lontana dagli sguardi dei più.

Quali siano state le conseguenze una volta fatto ritorno sulle Terre del Caos, non è dato saperlo con certezza, così come sul cosa ne sia effettivamente stato dell'inquietante artefatto.

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