"Pochi nomi nella storia di Kislev evocano ancora tanta paura quanto quello di Engra Deathsword. La sua distruzione di Praag fu così completa che le rovine della città furono infuse con la materia del Caos. Vecchi testi raccontano delle mura, una volta fatte di pietra, trasformate in una sostanza grottesca e carnosa che si dice siano i resti di quei guerrieri che hanno combattuto contro l'orda del campione oscuro. A queste mura crescevano volti, e le loro bocche urlavano maledizioni blasfeme, facendo impazzire chi le ascoltava. Era spietato, implacabile e quasi invulnerabile, vestito dalla testa ai piedi con un'armatura nera come una pesta mezzanotte. Le sue armi erano impregnate del potere empio degli Dei oscuri. Ci volle nientemeno che Magnus il Pio per porre fine alla sua sanguinosa campagna. Se non fosse stato per il nobile Magnus, le più grandi città dell'Impero avrebbero subito lo stesso terribile destino di Praag".

- Zarina Katarin di Kislev.

Engra Deathsword era l'Araldo del Caos Indiviso che militava sotto il Prescelto Asavar Kul, l'Unto. Durante l'invasione di duecentocinquant'anni fa nel mondo ora noto come le Terre del Caos egli, per motivi forse destinati a rimanere ignoti, si fece conoscere come Onaiross Shadeflare.

Durante la cataclismica Grande Guerra contro il Caos del 2302 IC. Insieme a Sven e Valmir Aesling, guidò un'enorme orda di Guerrieri del Caos fuori dalla Norsca nel nord di Kislev.

Il nome di Engra è tra i più temuti e disprezzati in tutti gli annali della lunga storia di Kislev, poichè mentre la sanguinosa devastazione di Sven su Erengrad è giustamente considerata una terribile atrocità da parte di Kisleviti ed imperiali, e nel mentre Valnir Aesling ruppe il potere dei clan Nani della Norsca per l'eternità con la sua distruzione di Kraka Drak, l'annichilimento da parte di Engra Deathsword della più settentrionale delle città di Kislevite fu considerato un atto di assoluto orrore.

La mostruosità dell'atto diede così tanta gioia agli Dei Oscuri che un vento nero soffiò da nord, ruggendo dai Cancelli del Caos, ribollì attraverso il Paese dei Troll, infuriando nel nord di Kislev. Il vento ululava attraverso i sentieri della città, trasformando tutto ciò che toccava. L'uomo e la pietra si unirono in sculture grottesche e viventi, i volti distorti si contorcevano dalle pareti e le anime imprigionate urlavano in agonia, intrappolate tra le pietre contorte della città, mentre i loro arti agonizzati si contorcevano tra le lastre di pietra dei marciapiedi. Per l'ira di questo unico Signore della Guerra, la città di Praag era diventata un incubo incarnato - ed un assaggio di ciò che attendeva il Vecchio Mondo erano gli eserciti del nord vittoriosi nella loro lotta.

La storia dopo la fine del Vecchio Mondo e le Terre del Caos

Dopo la sua scomparsa, nient'altro si conosce di questo enigmatico generale delle forze del Caos, se non che la sua visita a Skydire non fu casuale ma incoraggiata da Asavar Kul stesso. Una volta ottenute indicazioni da Cornifer per il Cammino dell'Eroe sparì nella di esso direzione con tutto il contingente da egli guidato per poi non ricomparire mai più.

La Corazza Nera è stata recuperata dal gruppo che si è avventurato dentro Skydire, nei sotterranei sotto al Municipio della Città. E' una corazza oscura, buia come le tenebre dell'eternità, costellata di simboli dorati. Stelle ad otto punte dorate sul pettorale brunito e sugli schinieri, maestose corna d'osso spiccano dagli enormi spallacci svettando come letali ed affilate spine verso l'alto.

Essa è stata riportata indietro da Miz, Marceline, Bjorn, Puq e Cripta, mossosi per ordine di Shagrat stesso alla scoperta dell'armatura e del Prisma delle Voci ed a seguito di un potente rito ed alla conversazione con l'armatura, essa è ora indossata da Thaor, l'attuale Araldo del Caos.

Durante gli eventi svoltisi durante il Concilio di Guerra nella Foresta degli Occhi Spenti, il suo vero nome è stato rivelato in una conversazione con il ricordo del guardacaccia Lear.

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