"Temetemi mortali, poiché io sono il Prescelto, il Figlio 
Prediletto del Caos, il Flagello del Mondo. Le armate degli 
dei si radunano alle mie spalle e le vostre deboli nazioni 
cadranno sotto la mia volontà e sotto la mia spada" - Archaon

Archaon è il più potente dei prescelti che abbia mai solcato il suolo mortale.

Un tempo egli viveva nell'impero, ma lesse alcuni testi proibiti che parlavano di divinità oscure, che in realtà dominavano tutto. Archaon, sentendosi così tradito, fuggì via fino ad arrivare alla Desolazione del Caos. Il suo unico scopo era vendicarsi e distruggere l'Impero. Convinse, talvolta con la forza, molte tribù ad unirsi a lui, e in poco tempo radunò un esercito immenso. Si equipaggiò con diversi talismani perduti (l'occhio di Sheerian, il cavallo demoniaco Dorghar, i marchi uniti del Caos, l'armatura di Morkar), ma per divenire il Prescelto aspettò che Be'lakor gli indicasse dov'era la Corona del Dominio, che riuscì a prendere con incredibili sforzi.

Archaon a colloquio con William e Thaor nella sua apparizione nella Fortezza di Belial.

Al momento dell'attacco all'Impero, la Tempesta del Caos, le sue forze, erano divise in sei, comandate da generali diversi: Archaon stesso; Vardek Crom, il suo Araldo; Haagrot l'Insanguinato; Vandred il Magnifico; Feytor il Corrotto; Melekh il Mutevole. Archaon voleva distruggere Middenheim, la città dove aveva centro il culto di Ulric, oltre a quello di Sigmar, per annientare la fiamma eterna di Ulric, dimostrando che il Caos prevale su tutto.

Alla fine della distruzione del Mondo, Archaon scomparve nel Vortice combattendo contro Sigmar Heldenhammer, nessuno dei due fu più rivisto fino a che Miz, a seguito del contatto con Minsk, incarnazione di un Vermin Lord del Grande Ratto Cornuto impossessatosi della forma da battaglia di Goonka Splittertail su Lunaria non lo ha reso foriero di una oscura profezia riguardante il suo popolo trasportandolo in un altro mondo, in un altro tempo ed in un altro Universo al cospetto del Reame Mortale di Ulgu facendo sì che il Prescelto Eterno si accorgesse delle forze del Caos fuggite dal Vecchio Mondo dopo la sua distruzione e volgesse, nuovamente, lo sguardo su di loro.

Ed è dunque nei Reami Mortali la sua residenza e dove egli conduce i vastissimi eserciti del Caos nel tempestare di distruzione ogni civiltà, assieme alla sua guardia personale, la Varanguard.

Origine e Storia

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Diederick Kastner era una volta un templare devoto della Cometa dalle Code Gemelle, nato pochi anni dopo Magnus il Pio e la Grande Guerra contro il Caos. Nonostante egli fosse un fiero Imperiale del Nordland, fu predeto nel Libro Caelistior, il temuto libro della Divinazione redatto da Necrodomo il Folle, che il Nord ed il Sud si sarebbero incontrati nel Sangue del Prescelto Eterno. E difatti così fu, poichè nel sangue di Archaon v'era mescolanza di sangue Norscano e del Nordland, suo padre era una campione delle tribù Varg che violentò una innocente durante un'incursione che vide bruciare il villaggio di Hargendorf nel 2390IC.

Con la morte di sua madre e l'odio per il suo patrigno per le sue origini, figlio dello stupro, venne adottato da un prete Sigmarita del posto e divenne un devoto Cavaliere Templare, combattendo valorosamente e fedelmente al servizio del Dio-Re Sigmar. Ma una volta che il suo vero lignaggio ed il proprio destino gli furono rivelati, Diedrick Kastner si disperò e cercò salvezza, viaggiando miglia e miglia verso il cuore della propria fede.

Nel massiccio tempio di Sigmar ad Altdorf, il templare maledetto si inginocchiò davanti alla statua dorata del Dio-Re, implorando per un segno, chiedendo aiuto per salvarsi dall'oscurità giunta a consumarlo. Ma la statua dorata rimase silente, e tramite le parole da essa non dette il templare sapeva che non v'era speranza per lui. Abbandonò la fede per gli Dèi del sud ma continuò ad affermare il suo odio per gli Dèi oscuri che il padre adorava, accettando il crudele destino macchinato per sè come mezzo finale per ripagare il dolore che gli era stato causato.

In questo modo, Diederick divenne Archaon il Prescelto Eterno, il Re dai Tre-Occhi, il più grande di ogni Campione del Caos. Le sue gesta leggenda e le sue armate vaste, innumerevoli avversari di imperituro valore caddero sanguinanti nel suo incedere calamitoso. Ma nel profondo dentro sè stesso egli provava un grande rancore per gli Dèi del Caos e la miseria che gli procurarono. In tal modo, il Signore della Guerra Norscano per metà si preparò per compire il proprio percorso e crogiolarsi nella fine di ogni cosa ed al termine stesso del cammino, affrontare il Dio stesso della sua gente, di tutta l'Umanità.

La Corona del Dominio

Per più di un secolo Archaon aveva viaggiato in lungo e in largo alla ricerca dei cimeli pregni di potere appartenuti ai più grandi Campioni del Caos che avessero mai calpestato il suolo di quelle terre. Tutttavia, egli non era riuscito ad impossessarsi dell'ultimo di questi potenti talismani: la leggendaria Corona del Dominio. 


 Archaon aveva bisogno proprio di quell'oggetto per dimostrare di aver guadagnato il favore incondizionato degli Dei del Caos. Se non altro, dopo anni di ricerche, grazie allo spirito dannato di nome Be'lakor, Archaon aveva appreso quale fosse il luogo in cui era conservata la Corona. Be'lakor, essere carico d'odio, aveva tentato di appropiarsene per scopi personali, ma non era stato in grado di sfuggire al suo destino segnato e fu costretto a condurre Archaon al Primo Tempio del Caos, situato in cima ai Confini del Mondo. Archaon si trovava ai piedi degli imponenti picchi, al comando di un esercito di dimensioni colosssali.

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La sua massiccia orda da guerra era cresciuta in modo incommensurabile durante gli anni in cui egli aveva maturato il tentativo di impadronirsi della Corona e, nel frattempo, si era diffusa una gran quantità di leggende riguardanti le sue mitiche gesta. Al calare della notte, lasciata la sua armata in continua espansione alla base della catena montuosa, Archaon, in groppa al suo demoniaco destriero, salì sulle montagne. Con una velocità innaturale la sua cavalcatura procedeva senza sosta attraversando la penombra in direzione del tempio, seguendo Be'lakor, l'evanescente creatura, verso la cima. 

Giunto al tempio nascosto, scavato nella parete del precipizio e celato da potenti magie, Archaon si liberò del diabolico destriero rimandandolo al suo infernale luogo d'origine. Emettendo un grido acuto, la bestia ritornò nel Regno del Caos, lasciando solamente una scia di orme infuocate laddove gli zoccoli si erano poggiati sul suolo mortale. 

Quando si dissolsero le malie che occultavano alla vista il Primo Tempio del Caos, Archaon vide il grandioso portale d'accessoal luogo sacro. L'osservare il maestoso varco a doppio battente faceva vacillare la mente; su di esso erano intagliate, ma in perpetuo movimento, innumerevoli scene di distruzione e massacro; le figure scolpite si trucidavano l'un l'altra sotto gli occhi di Archaon spinte dalla sete di sangue. In un glorioso pandemonio, alcuni demoni, facendo roteare malvagie lame, uccidevano i propri nemici e si attaccavano vicendevolmente. Archaon varcò il portale che si spalancò da solo al suo cospetto, per nulla intimorito dalle minuscole creature che si erano voltate a guardarlo. 

Lo spirito di nome Be'lakor condusse Archaon all'interno di un'immensa camera scavata rozzamente nella roccia. Sul pavimento, al centro della stanza, era inciso un simbolo di grandi dimensioni, un'enorme stella nera a otto punte: la stella del Caos. Da secoli, a nessuna creatura vivente era stato consentito l'accesso a queste sale e, quando Archaon sentì posarsi su di sé lo sguardo degli Dei, venne pervaso da un timore reverenziale. Snudando la Sterminatrice di Re, la sua antica e potente spada, Archaon costrinse Be'lakor a guidarlo realmente sulla strada giusta, sapendo che l'invidioso essere, se avesse potuto, avrebbe tentato di condurlo alla morte. L'etereo spirito indietreggiò, le sue immense ali evanescenti rifuggirono dalla terribile lama lucente, benchè la sua incorporeità lo rendesse immune a qualsiasi arma dei mortali. 

Be'lakor iniziò a parlare, sussurrando come un vento gelido, la sua voce carica d'odio si insinuò direttamente nel cervello del possente Guerriero del Caos. Dalle tenebre emerse un lungo braccio spettrale, delicati artigli di oscurità si dispiegarono e la creatura fece cenno ad Archaon di seguirla. Le prove lo attendevano. 

Gli Dei del Caos lo travolsero con un fiume di prove, tempestandolo di sfide da superare per dargli modo di dimostrare una volta per tutte il suo valore. Se avesse fallito sarebbe stato torturato per l'eternità, gli Dei oscuri avrebbero preferito accettare l'ascesa di un altro campione piuttosto che assegnare la Corona del Dominio a un individuo non abbastanza degno di indosssarla, in fondo, essi reputano che il tempo sia un concetto privo di significato. Tutto ciò avveniva con la costante presenza dello spirito di Be'lakor, il Principe Demone maledetto, che lo spronava ad avanzare. Lo spirito dell'oscurità si avvolgeva intorno ad Archaon, sussurrandogli nell'orecchio parole ingannevoli e di odio, tentando di distogliere la sua attenzione  dalle sfide che doveva affrontare. 

Una luce accecante assalì gli occhi di Archaon ed egli alzò una mano per ripararsi. Quando il doloroso bagliore si affievolì, Archaon si trovò in piedi al centro di un'isola di pietra, di appena seicento metri di diametro, sospesa nell'oscurità. La fluttuante isola era immersa nel buio più totale e Archaon si aggirò con circospezione, tenendo ben stretta la sua spada lucente. Nell'oscurità, iniziarono ad apparire degli squarci di luce che si aprivano per alcuni istanti per richiudersi immediatamente dopo; all'interno di queste spaccature si potevano scorgere delle fiamme e, in controluce nell'inferno, oscure sagome di demoni. Gli strappi nelle tenebre vomitavano ogni sorta di creature diaboliche, tenute in volo da scheletriche ali coriacee ricoperte di piume. Gli esseri si abbassavano su Archaon, gli artigli aneriti lo afferravano, cercando di strapparlo dall'isola di pietra per trascinarlo nell'oscurità. Egli menva fendenti tutt'intorno con la Sterminatrice di Re, abbattendo le creature nell'aria, eseguendo una leggiadra e potente danza con la sua lama. Non appena l'antica lama toccava gli esseri magici, essi esplodevano in bagliori luminosi, frantumandosi in una pioggia di colori. Per un lasso di tempo che parve durare un'eternità, Archaon combattè i demoni resistendo fino alla fine spavaldo e ansimante. La sua armatura era stata graffiata e scalfita, sul pettorale decorato erano visibili dei buchi e le sue ferite sanguinavano.Ancora una volta, una luce accecante inondò la sua mente e l'istante successivo ciò che lo circondava mutò nuovamente. 

Padre Nurgle instillò nella mente di Archaon sensazioni ingannevoli e allucinazioni deliranti; il valoroso guerriero osservava la sua armatura rigonfiarsi e ribollire colpita da un morbo nauseabondo. Vide il metallo dei suoi guanti marcire, corrodersi e cadere lasciando scoperta una mano brulicante di vermi e di insetti. Sentiva i disgustosi e striscianti parassiti muoversi sotto la sua pelle, nascondersi nei suoi organi e nel suo cervello mentre l'agonia torturava il suo corpo.  Perse la vista quando i suoi occhi si annebbiarono e si stigmatizzarono, il sangue che gli scorreva nelle vene iniziò a coagularsi finchè queste non scoppiarono. Facendo ricorso alla sovrannaturale forza di volontà di cui era dotato, Archaon si liberò da queste illusioni falciando i gonfi demoni del Signore della Putrefazione che danzavano intorno a lui. 

Tzeentch, il Grande Manipolatore, servendosi di poteri magici, fece in modo che i suoi perversi servitori demoniaci assalissero Archaon. Fiamme multicolori investirono il suo corpo, facendolo ardere con un'intensità spietata; la loro potenza gli bruciava nelle ossa e ogni frammento della sua corporeità si sforzava di resistere alla magia deformante che lottava per mutare il suo aspetto. Mentre il suo corpo veniva attaccato dalla magia torturatrice, la sua mente fu inondata da visioni del futuro, impiantate nella sua testa dal Signore della Mutazione. Si vide trionfante di fronte agli eserciti del Caos, con l'agognata Corona del Dominio poggiata sul capo. Le allucinazioni continuarono, la Corona ora si trovava al suo posto, ma gli Dei iniziavano a ridere, il cielo veniva pervaso dal chiasso del loro scherno e disprezzo, in quanto si erano resi conto che Archaon non meritava tale onore. Egli cadde a terra, tenendosi la testa fra la mani, un abisso di oscurità eterna si aprì sotto di lui facendolo precipitare nella pazzia e nella disperazione: era la punizione per essersi illuso di esserne degno. La discesa gli parve durare un'eternità, i dubbi lo assalirono, tentando di renderlo insicuro sulle sue capacità e sul suo valore. Gridò, emettendo un poderoso urlo di sfida, scacciò le visioni dalla sua mente, perchè sapeva che se avesse ceduto alle incertezze si sarebbe perso per sempre nelle tenebre diventando lo zimbello di Tzeentch. L'istante successivo, si ritrovò per l'ennesima volta in una caverna vuota con la detestabile immagine di Be'lakor che gli faceva cenno di avanzare. 

Archaon entrò in una stanza la cui immensità superava qualsiasi pensiero razionale; si estendeva in ogni direzione ben oltre il limite che l'occhio era in grado di percepire. Si diresse verso un imponente trono che sembrò apparire dal nulla, attirato da esso in una completa mancanza di volontà. Mentre si avvicinava il suo battito cardiaco rallentò, il respiro si fece pesante e affannoso e il sudore gli inumidì la pelle. Chi era seduto sul trono non poteva essere altri che Slaanesh, il Principe Oscuro in persona, che irradiava potere, gloria e assoluta perfezione di forma. La mente di Archaon venne annebbiata dallo splendore di questa manifestazione divina e cadde sulle ginocchia in degradante adorazione. Il Maestro del Piacere allungò la delicata mano pallida e gentilmente la poggiò sulla spalla dell'armatura di Archaon. L'anima del guerriero mortale fu pervasa da un brivido che gli fece scoprire emozioni mai provate, un attimo di puro appagamento. La soave voce divina gli fece venir voglia di piangere, in quanto ogni parola veniva proferita con una tale familiarità, fiducia in sé e bellezza che Archaon fu quasi spinto a supplicare il Principe Oscuro di permettergli di fermarsi in quel luogo in qualità di suo eterno schiavo, non desiderando altro che rimanere al cospetto di questa entità di tale beatitudine.  Ricorrendo ad una forza di volontà che nessun altro essere mortale avrebbe potuto eguagliare, Archaon resistette alla tentazione, sebbene sapesse che Slaanesh gli avrebbe dato tutto ciò che poteva desiderare: gloria, potere, adorazione senza pari. Inoltre egli era conscio che questa situazione faceva parte della sua prova così, con dolore, distolse lo sguardo dal Principe Oscuro e si rialzò in piedi. Le tetre divinità volevano un campione che li avrebbe ricoperti di gloria, non un guerriero che combatteva solamente per la propria fama personale. In un attimo, le visioni cambiarono nuovamente e Archaon si trovò in una galleria scavata rozzamente che conduceva in un'immensa caverna. 

Stravolto, esausto e stremato, Archaon fece il suo ingresso nell'enorme antro. Il pavimento della grotta era delineato da pile di teschi ammassati alla base di alte colonne d'ottone che scomparivano nell'oscurità sovrastante e sulle quali colava del sangue che dava vita a un torrente infinito che si estendeva tra le ossa sul pavimento, serpeggiava fra i teschi formando un macabro corso d'acqua. Una spessa coltre di fumo untuoso aleggiava sopra questo mare rosso sangue, che fluiva attraverso le orbite cave e le bocche spalancate pervadendo l'aria dell'odore metallico caratteristico del sangue. Lontano, all'altro lato della stanza, Archaon vide brillare una bianca luce evanescente su un piedistallo; fluttuante nel vuoto all'interno del cono di luce si trovava un possente elmo cornuto: la Corona del Dominio. Ad alcuni metri da terra affiorò un sentiero che si aprì un varco fra i teschi in direzione dell'elmo, simbolo di potere. 

Archaon cominciò a dirigersi a grandi passi verso la Corona calpestando con sicurezza la passerella; procedeva guardandosi attorno, stringendo forte la spada impetuosa che era pronta a difenderlo. Appena oltrepassata la metà del sentiero si fermò, la sua attenzione venne catturata dall'oscurità che sovrastava il ponte. In alto, dal buio, apparvero ardendo brillantemente, due occhi enormi; sotto lo sguardo fiammeggiante si aprì uno squarcio che assomigliava in tutto e per tutto a una bocca spietata i cui denti aguzzi si stagliavano contro il fuoco che bruciava all'interno del corpo della creatura. Identificando chi gli era di fronte, Archaon fece cautamente un passo indietro, stringendo la spada con entrambe le mani pronto a difendersi. 

Sorretto da grandi ali coriacee, il Divoratore di Anime discese dall'oscurità sovrastante. Atterrò sul sentiero con un tremendo schianto, le ali spalancate per bilanciare l'enorme peso; gli zoccoli caprini del demone provocarono delle spaccature nell'antica pietra e l'essere osservò Archaon con occhi infuocati, ogni possente respiro della creatura saturava l'aria dell'odore di zolfo bruciato. Una mano gigantesca brandiva la potente Ascia di Khorne, con inciso il simbolo fiammeggiante del Dio del Massacro, la doppia ascia era larga quanto Archaon. L'altra mano stringeva una frusta serpeggiante che si dimenava intorno alla bestia quasi fosse animata da vita propria. 

Il demone fece un passo verso Archaon, l'imponente torace si alzava e si abbassava mentre la rabbia cominciava ad impossessarsi di lui. Con un urlo di pura furia emesso dalla sua gola penetrante, il Divoratore di Anime si scagliò contro Archaon, dimenando la frusta irta di spine.  La fune si attorcigliò intorno al polpaccio di Archaon, serrandosi con forza intorno al metallo dell'armatura e facendogli perdere l'equilibrio quando la creatura diede uno strattone. Sollevando la sua enorme ascia sopra la testa, balzò in avanti con una velocità inaudita per un essere di tale mole, spingendo l'arma nell'aria per annientare il mortale che appariva sempre più piccolo al suo cospetto. 

Archaon, cercando di non essere trascinato via dalla frusta attorcigliata intorno alla gamba, alzò la spada demoniaca che, alla presenza del Divoratore di Anime, turbinava di agitazione e rabbia repressa. Il potente fendente dell'ascia venne deviato dalla sua traiettoria, facendo scivolare in basso la spada di Archaon; la forza del colpo lo costrinse ad abbassare l'arma e l'ascia rimbalzò sulla sua spalla, lacerando il metallo, le ossa e obbligandolo ad inginocchiarsi. 

Archaon impugnava la spada di fronte a lui, puntando contro l'essere che lo sovrastava. Nell'inferno vorticoso racchiuso all'interno della lama si poteva intravedere un volto demoniaco che emetteva urla silenziose mentre cercava di liberarsi dalle catene che lo trattenevano in quella prigione; i suoi occhi spietati fissavano quelli del gigantesco Divoratore di Anime. Archaon, pronunciando il nome di U'zuhl, l'essere ultraterreno rinchiuso nella spada, sentì che la forza del demone imprigionato potenziava il suo già prodigioso vigore. Le loro menti si unirono, benchè Archaon mantenesse sempre il controllo; i suoi occhi emisero un bagliore di luce demoniaca, illuminando le fessure del suo elmo e il potere cominciò a scorrergli nelle vene. Senza pensare alla terribile ferita alla spalla, Archaon si rialzò in piedi, questa volta facendo a pezzi con la sua spada fiammeggiante la frusta attorcigliata alla sua gamba. La possente figura di Archaon sembrò crescere anche se appariva sempre minuscola di fronte all'enorme mole del Divoratore di Anime. I ricordi del demone U'zuhl riempirono la mente di Archaon ed egli si rivolse al Divoratore di Anime con il suo vero nome. 

Lo scontro tra questi due maestosi e potenti esseri fu brutale e rapido. Sul sottile sentiero, i due avverssari si scontravano con attacchi spaventosamente potenti e veloci come saette, Archaon eguagliava con facilità la ferocia del Divoratore di Anime in preda alla furia. I due si scambiarono centinaia di colpi solamente nel primo minuto di combattimento. Spronato dal potere del demone U'zuhl, Archaon attaccò con un turbine di colpi. A un tratto il Divoratore di Anime perse l'equilibrio a causa di un vilento colpo, che quasi gli tranciò una gamba all'altezza del ginocchio, finendo fuori dal sentiero; con un fragoroso schianto cadde tra i teschi, frantumandoli in mille pezzi e provocando un'esplosione di schizzi di sangue. Fuori di sé, la creatura si rialzò velocemente, il sangue gocciolava dal suo corpo nerboruto e i frammenti di ossa scricchiolavano sotto gli zoccoli caprini; con un poderoso balzo si lanciò in aria, sbattendo le immense ali. Scese in picchiata verso Archaon intenzionato a spazzarlo via con il peso del suo corpo. Incapace di evitare l'attacco, Archaon si avventò contro il Divoratore di Anime che si stava scagliando su di lui, puntando la sua spada verso il ventre del demone maggiore, che vene così trafitto proprio a causa del suo slancio. Sfruttando l'attimo in cui si stava avventando su Archaon, la spada penetrò la creatura fino all'elsa, sventrandola dallo stomaco fino al collo. Archaon, sbilanciato, venne spinto oltre il bordo del sentiero, cadde in mezzo ai teschi e si rese conto che stava per essere inghiottito fra le teste che lo guardavano biecamente e che sembravano aver preso improvvisamente vita intorno a lui. Il sangue iniziò a offuscargli la vista, gocciolando attraverso la fessura della visiera dell'elmo e sentì il liquido bollente scendergli in gola. Il Divoratore di Anime si accasciò fragorosamente sul sentiero provocando grandi spaccature sulla superficie della pietra. Con incredibile forza Archaon riuscì a rimanere aggrappato al bordo del sentiero con una mano, evitando di precipitare e contenendo la rabbia che stava cercando di sopraffare la sua mente. Voltandosi vide il Divoratore di Anime divenire sempre più evanescente fino a dissolversi, le magie che lo tenevano in vita si stavano disfacendo. Si accorse che la sua spada stava scivolando sotto i teschi, allungò una mano raccogliendo la propria volontà; la lama iniziò a tremare per poi essere letteralmente attratta verso il suo palmo. 

Una volta superata la prova finale degli Dei Maggiori, Archaon, Zuppo di sangue, si avvicinò alla fulgida Corona che fluttuava nella luce splendente del piedistallo. Be'lakor, lo spirito maledetto, fece un ultimo tentativo di impossessarsi del prezioso cimelio, ma i suoi artigli anneriti passarono attraverso la Corona. Imprecando si ritrasse nell'oscurità ancora una volta. Le mani inguantate di Archaon afferrarono finalmente la Corona e il possente elmo acquisì una forma tangibile. 

Ritornò al suo esercito che si trovava ai piedi della montagna e sull'orda piombò il silenzio assoluto. I Guerrieri del Caos, infinite tribù di Predoni e di demoni danzanti, tutti si inginocchiarono contemporaneamente, la moltitudine si estendeva in ogni direzione come se fosse un tappeto brulicante di vita. Quando Archaon si tolse l'elmo dal capo, la sconfinata orda del Caos abbassò lo sguardo dal suo volto in segno di rispetto. Costretto da poteri maggiori del suo, lo spirito di Be'lakor sistemò la Corona del Dominio sul capo di Archaon, imprecando per tutto il tempo della cerimonia, prima di sparire nuovamente nel suo regno oscuro, furioso più che mai. 

Non appena l'elmo fu poggiato sul capo del suo legittimo proprietario, tutti i presenti furono in grado di percepire l'approvazione degli Dei del Caos. Archaon si tolse dal collo l'amuleto dell'Occhio di Sheerian, una splendente pietra di colore giallo, e la inserì nel suo alloggiamento nella Corona. L'occhio giallo, a questo punto, cominciò a luccicare diventando sempre più brillante. Il cielo tuonò, squarciato da boati e fulmini, la terra venne percorsa da un tremito e la risata trionfante degli Dei riempì l'aria. 

Cingendo il capo di Archaon con la leggendaria Corona del Dominio, gli Dei del Caos avevano resa manifesta la loro approvazione. Insignito del titolo onorabile di Dominatore della Fine dei Tempi, Archaon condurrà la prossima massiccia incursione del Caos che, ancora una volta trascinerà il mondo in una spirale discendente di scmpiglio e conflitti che apporterà grandi cambiamenti alla realtà che conosciamo. Per gli adoratori del Caos questo è un periodo esaltante, un periodo di gloria e conquista, che sarà teatro di grandi gesta e che vedrà la nascita di potenti eroi. 

Archaon iniziò a parlare, rivolgendosi agli eserciti di fronte a lui, schierati per assistere alla sua incoronazione. La sua voce tuonò sulle teste dei guerrieri riuniti, giungendo fino alle orecchie di coloro che si trovavano a più di un chilometro di distanza. 

"Raccogliamo le nostre forze e dirigiamoci verso sud." recitava il suo funesto proclama e il cielo ebbe un fremito quando l'intera schiera di guerrieri emise un boato assetato di sangue. Migliaia e migliaia di voci si alzarono animate da un unico desiderio: invadere tutte le terre dei deboli mortali che vivevano a sud. 

Un vivido lampo di luce illuminò improvvisamente l'oscurità dell'alba e Archaon alzò gli occhi al cielo. Luminosa, una cometa a due code stava attraversando la volta celeste. Nascosti nell'ombra gli occhi di Be'lakor si socchiusero alla vista della possente cometa; solo poche volte durante la sua esistenza l'essere incorporeo era stato testimone di un tale portento. In silenzio, la creatura se ne andò sparendo nell'oscurità. 

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